Sono due le settimane dall’entrata in vigore dell’obbligo di inserire la classe energetica in tutti gli annunci immobiliari.
Quali le conseguenze? Al di là delle “proteste” più o meno velate degli agenti immobiliari giova segnalare che l’adesione alla nuova norma riguarderebbe solo circa il 7% dell’intero panorama immobiliare italiano: situazione diversa a Nord e Sud, nel Mezzogiorno la percentuale media supera di poco l’1%, molto meglio in località come Bolzano, quasi 24%, Trento (21%) e Torino (circa 8%).
La classe energetica influenza i prezzi, o così sembra: un bilocale di 65 metri quadri in zona semicentrale, se di classe A costa rispetto alla classe C il 29,18% in più a Firenze, il 21,68% in più a Roma, il 18,21% in più a Milano e il 17,50% in più a Torino. Per la stessa tipologia d’immobile, la variazione di prezzo tra una classe C e una classe G è del 14,75% a Torino, dell’11,80% a Milano, del 7,79% a Roma e del 4,45% a Firenze.
Meno forti le sperequazioni se in gioco c’è un alloggio di metratura più ampia.
